Due gatti che studiano un piano per catturare un topo - Blitzen

Cosa fa il gatto quando non dorme?

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Sappiamo tutti quanto i gatti siano dormiglioni. Un gatto perfettamente sano può infatti passare dalle 16 alle 20 ore a dormire e sonnecchiare. Chiunque abbia un gatto in casa, sa quanto il suo amico di pelo ami riposare su divani e comodi letti e tutti i gatti della tua vita hanno avuto il loro posto preferito per farsi una bella ronfata!

Tuttavia, come tutti i felini, il gatto è un animale progettato dall’evoluzione per attività che richiedono e sviluppano una grande energia. Chi di noi non si è stupito dell’altezza di un salto fatto dal proprio micio o dall’abilità impiegata per catturare un topo o un uccellino? D’altra parte, ci sono invece azioni meno piacevoli, come l’aggressività esibita verso altri animali o esseri umani. Ci sono momenti in cui il nostro pigro dormiglione sembra trasformarsi in una bestia programmata per uccidere. A volte potresti avere l’impressione che la prossima vittima sarai tu…

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È quindi importante fare un elenco delle attività e dei momenti in cui il gatto fa sfoggio della propria forza e della propria energia, così da comprendere quali comportamenti sono normali e quali, invece, possono segnalare una condizione di stress o essere sintomi di vari problemi.

1 –  Il gatto è un predatore crepuscolare

Due gatti che si nascondono con una trappola per topi - Disegno Blitzen

Prima di tutto, non dobbiamo dimenticarci che il gatto è un predatore, e non un predatore come gli altri! A causa infatti della sua grande diffusione, il gatto è uno dei carnivori che miete più vittime al mondo. Il cane, da quando vive con l’uomo, ha abbandonato la caccia, manifestando solo in rare occasioni un qualche istinto predatorio.

Al contrario il gatto ha mantenuto pressoché intatto sia l’istinto che lo spinge alla caccia, sia le abilità che lo rendono un cacciatore formidabile. Ciò si spiega considerando che per il gatto, come dicono gli etologi, si parla di una addomesticazione “a metà” [L’ambiente perfetto del gatto in casa: i 7 elementi]: il gatto conserva cioè, molto più del cane, un lato selvatico.

Non dobbiamo quindi stupirci se l’attività principale del gatto è appunto la caccia. Questo risulta evidente soprattutto quando il gatto ha accesso al giardino o all’esterno. Sappiamo bene quali sono le sue prede preferite: topi, lucertole, uccelli, ma anche libellule e altri insetti. Gli specialisti dicono che è un cacciatore opportunista, perché caccia molte prede differenti, quando queste gli si presentano a tiro. Inoltre, a differenza di molti carnivori, non caccia solo per fame, ma anche solo per gioco!

Le cose cambiano un po’ se il gatto vive in casa: sarà infatti normale vederlo destarsi dal suo sonnecchiare per rincorrere furiosamente una mosca, compiendo balzi degni di un trapezista. La mia prima gatta, Levantina, è una grandissima cacciatrice di zanzare! Se le mangia pure 😊.

Sfatiamo un mito: il gatto non è più un cacciatore notturno! Dico “non è più”, perché il gatto selvatico lo è ancora, ma non quello domestico, che invece si è abituato ai ritmi diurni dell’uomo ed ora concentra le sue – poche – ora di attività, come appunto la caccia, soprattutto di giorno, o al massimo al crepuscolo.

2 – Il gatto gioca

Due gatti che giocano con una trappola per topi - disegno Blitzen

E se non ci sono prede da cacciare? Beh, allora il gatto simulerà la caccia! Il modo di giocare dei gatti riproduce per lo più azioni che in natura servono per cacciare. Avete presente quando tiene fermo un oggetto – o la vostra mano! – colpendolo con le zampe posteriori? Nonostante ci possa sembrare tenero, questo movimento serve in natura per stordire le prede. Vogliamo poi parlare degli attentati che regolarmente il nostro amico riserva ai piedi del nostro ospite che penzolano dal divano?

Diciamo così: per i nostri amici di pelo, non vale il detto “Gioco di mano, gioco da villano”! Il gioco come simulazione della caccia è invece una componente fondamentale del benessere del gatto. Per questo motivo, soprattutto per i gatti che vivono in casa, è importante arricchire l’ambiente domestico con giocattoli da rincorrere, nascondigli da cui tendere imboscate, oggetti da mordere come se non ci fosse un domani…

Altrettanto importante è poi riservarsi del tempo per giocare col nostro gatto, proprio come quando da cucciolo giocava coi fratellini. Il gioco rimane infatti uno dei modi migliori che il gatto ha di rafforzare i legami sociali.

3 – Il micio lottatore

Gatto che lotta con un ombra di topo - disegno Blitzen

Un punto a parte merita la lotta. Capita spesso che i miei gatti mi sveglino la mattina, prima ancora di reclamare il cibo, perché sento le loro lotte “silenziose”. Quando alzo lo sguardo li scorgo avvinghiati, avvolti in un turbine di pelo indistinto.

Durante questi giochi, però, non fanno versi. Raramente Gorditona, quando appunto si stufa di giocare, lo fa capire ad Irish Cat con una bella soffiata. Il dettaglio dei suoni – nelle terminologie tecnica si chiamano vocalizzi – è importante, perché ci permette di distinguere una lotta giocosa da una lotta per imporre un predominio o da una vera e propria aggressione.

Spieghiamoci meglio: così come i cuccioli, anche i gatti adulti – almeno quelli giovani, gli anziani sono più pantofolai – amano giocare a fare la lotta con i loro amici, sia quelli a quattro zampe che con noi! È un ottimo modo per scaricare le energie e fare un po’ di movimento, ma allo stesso tempo è un modo per rafforzare il rapporto con gli amici.

C’è però lotta e lotta, e dobbiamo saperla distinguere dal combattimento vero e proprio. Per esempio, riconoscere il combattimento fra due maschi in calore è facile: emettono versi strazianti e come dei veri pirati si procurano ferite a volte anche gravi. Per questo motivo è molto sconsigliato, se non impossibile, far convivere sotto lo stesso tetto due maschi non sterilizzati. Questo è uno dei numerosi motivi, inoltre, per cui è doveroso far sterilizzare i propri mici.

Può essere più difficile riconoscere un combattimento fatto per stabilire una gerarchia fra gatti che abitano gli stessi spazi. Oltre ai vocalizzi, un buon modo è badare a due dettagli. Quando la lotta non è un gioco, uno dei gatti tiene spesso le orecchie abbassate, quasi piatte sulla testa. Significa che non si sta divertendo ed esprime così la sua paura.

E poi, durante il gioco i due combattenti si scambiano i ruoli: prima uno attacca e l’altro difende e viceversa. Se invece è sempre e solo uno a sferrare gli attacchi, vuol dire che sta facendo il bullo e vuole far capire all’altro chi comanda. In tal caso, se questo tipo di lotte si ripetono spesso, il gatto “perdente” manifesterà probabilmente segni di stress e sofferenza.

In ogni caso, quando non stanno giocando ma combattendo davvero, i gatti mostrano di solito due segni molto facili da distinguere: le orecchie abbassate e schiena inarcata. Prestaci dunque attenzione

4 – Il gatto esploratore

Due gatti esploratori su una mongolfiera - disegno Blitzen

Siamo arrivati quasi alla fine. L’ultima azione a cui il gatto dedica molte energie che ci tengo a ricordarvi è l’esplorazione. Sappiamo tutti quanto il gatto sia curioso, come ami infilarsi nei posti più assurdi e inaccessibili della casa o del giardino. Se c’è qualcosa di nuovo – un mobile, un borsone – lo vedremo prima avvicinarsi con cautela, fiutando come un segugio, per poi esplorare pian piano quello che diventerà per qualche minuto il centro assoluto della sua attenzione.

C’è un però. Se è vero che il gatto adora esplorare il proprio ambiente, è altrettanto vero che poche cose lo stressano più di un nuovo ambiente, in cui non riconosce nulla di suo. Come spiegare questa apparente contraddizione? Il gatto è un mammifero territoriale, che ha dunque bisogno di un posto in cui sentirsi al sicuro e di cui possa dire: questa è casa mia!

Per questo soffre così tanto i viaggi e gli spostamenti, perché si sente perduto, insicuro e spaesato. Al contrario, un nuovo oggetto che cambi la monotonia di casa sarà invece cosa di molto gradito e stimolerà la sua curiosità. Non serve per forza comprargli ogni volta un gioco nuovo, ma bastano cose semplici: una scatola, delle borse, oppure un oggetto che rimbalzi da rincorrere, un sacchetto dei cereali vuoto che fa crepita…. Insomma, non è difficile accontentare il nostro amico di pelo!

Eccoci alla fine. Mentre la lista è ormai terminata, il tuo gatto starà probabilmente dormendo serafico su una sedia o sul sofà, domandandosi per quale assurdo motivo tu abbia preferito leggere questo post al posto di raggiungerlo per ronfare insieme a lui. Raggiungilo pure

 

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ARCHITETTO

Sono un architetto e studio l’ambiente degli animali. Ho abitato fra i boschi della Francia, le sabbie del Medio Oriente, i canali di Venezia e le luci di Parigi, per poi tornare all’ovile.

L’ovile è sulle bellissime colline del lago di Garda, in mezzo a castelli, fiabe e cipressi. Da qui racconto storie e faccio disegni su gatti, cani, misteri, leggende, ricci e pipistrelli.

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