Autobus di diverse specie di Tartarughe di Terra - Disegno Blitzen

Tartarughe di Terra Mediterranee: Le Specie

11 min

«Se non conosci il nome, muore anche la conoscenza delle cose.»

(Linneo)

Antiche e bellissime, le tartarughe passeggiano sul nostro pianeta da milioni di anni. In questo lasso di tempo, si sono adattate ai differenti climi e ambienti, suddividendosi in tante specie. Nel corso dei millenni, la natura ha scolpito le monumentali tartarughe giganti delle Galapagos, così come le bellissime Sulcata africane, le terrapene americane e così via. Sulle coste del Mare Mediterraneo, fra le alte querce e i cespugli della macchia, troviamo le testuggini del genere Testudo, dette Tartarughe Mediterranee.

Predisposte al nostro clima e al nostro ambiente, le tartarughe mediterranee sono le più diffuse in Italia fra gli esemplari in cattività, così come in natura. Allo stato selvatico, infatti, le Testudo Hermanni Hermanni (THH) hanno popolato la fascia adriatica e tirrenica fin dai tempi più remoti e sono state progettate dalla natura proprio per l’ambiente italiano. Altre due specie importate dall’uomo nei secoli scorsi si sono diffuse allo stato selvatico nei nostri territori: la Testudo Marginata e la Testudo Graeca.

Se ti appassionano le tartarughe di terra, sarà bello e utile per te conoscere le varianti, le caratteristiche e le differenze. In questo articolo ti propongo un viaggio alla scoperta delle tartarughe di terra fra le meravigliose terre del Mediterraneo, dai querceti delle coste europee ai deserti delle terre africane, fino ad arrivare alle steppe asiatiche.

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Prima di iniziare, però, vorrei rispondere ad alcune domande che spesso ci facciamo a proposito del riconoscimento delle specie di tartaruga di terra. Eccole qui!

– Le Testudo sono facili da distinguere? Non proprio. Le distinzioni fra una specie e l’altra spesso non sono immediatamente evidenti. Il problema riguarda anche gli esperti e i ricercatori, tanto che la suddivisione delle specie è in continua trasformazione ed è molto dibattuta. Ricorda che nella maggior parte dei casi è importante una visione d’insieme, considerando più caratteristiche nel loro insieme. Evita di concentrarti su un unico elemento (macchia gialla sotto all’occhio, marcature a triangolo, ecc.) perché potrebbe ingannarti e portarti fuori strada.

– Ogni specie di Testudo ha esigenze diverse? Sì. Le tartarughe si sono differenziate nei millenni al loro ambiente, sviluppando un organismo perfettamente adatto al loro habitat. Quando le teniamo in cattività nei nostri giardini, è fondamentale che comprendiamo a fondo le caratteristiche e le esigenze della loro specie, cercando di offrire loro una vita che cerchi di avvicinarsi il più possibile al loro habitat, alla loro alimentazione e ai loro ritmi naturali.

– C’è qualche specie che rischia l’estinzione? Sì. A parte le tartarughe russe (Testudo Horsfieldi) tutte le tartarughe mediterranee rischiano di scomparire allo stato selvatico, con danni incalcolabili all’ecosistema e alla biodiversità. È per questo che le tartarughe mediterranee sono animali protetti ed è severamente vietata la detenzione di esemplari non registrati. A proposito, ricorda che la specie è sempre indicata sul documento CITES obbligatorio (ad eccezione delle Horsfieldi), nella casellina in alto a sinistra marcata col numero 16. Per un approfondimento sul CITES e le Normative.

– Gli esemplari di una stessa specie sono tutti uguali? Certo che no. La natura, nella sua infinita ricerca all’adattamento, ha creato ulteriori differenze. È per questo che gli studiosi hanno suddiviso gli esemplari in ulteriori sottospecie, spesso molto difficili da riconoscere anche fra gli esperti. In questo articolo tratteremo solo le specie, sfiorando il vastissimo tema delle sottospecie solo con alcuni accenni.

– Specie diverse possono convivere? No, sarebbe meglio evitare. Addirittura, sarebbe meglio tenere divise anche le sottospecie, come le comunissime Testudo Hermanni Hermanni e le Testudo Hermanni Boettgeri. Questo perché ciascuna specie ha esigenze e comportamenti diversi, spesso incompatibili. L’aspetto più importante, però, è sanitario: le Testudo Graeca, in particolare, possono essere portatrici dell’Herpes Virus, innocuo per loro ma mortale per le Hermanni.

La Testudo Hermanni (Gmelin 1789)

– Come si riconosce la Testudo Hermanni?

La Testudo Hermanni ha un colore di base giallo aranciato con bellissime marcature brune, che possono attenuarsi con l’età. Si divide in due sottospecie riconosciute: la Testudo Hermanni Hermanni (THH), tipica dell’Italia, delle coste francesi e spagnole e la Testudo Hermanni Boettgeri (THB), tipica della fascia mediterranea dell’Europa Orientale. Come avviene per la maggior parte delle specie, la Testudo Hermanni ha gli esemplari maschi vistosamente più piccoli delle femmine. È abbastanza semplice da riconoscere, anche se a prima vista può essere scambiata con la Testudo Graeca. Qui a seguito ti elencherò anche le principali differenze fra le due sottospecie;

Ecco le caratteristiche principali:

  • Astuccio corneo. La Testudo Hermanni ha uno sperone rigido che irrobustisce la parte finale della coda.
  • Scuto sopracaudale diviso. Lo scudo che si trova sopra la coda, in genere, è diviso in due parti. Questo avviene sempre nella sottospecie Testudo Hermanni Hermanni ma può non verificarsi per la Testudo Hermanni Boettgeri.
  • Il buco della serratura. Il quinto scuto vertebrale, subito sopra lo scuto sopracaudale, ha un caratteristico disegno a forma di buco della serratura. Questo disegno è molto definito nella Testudo Hermanni Hermanni (THH) ma è meno evidente o poco riconoscibile nella Testudo Hermanni Boettgeri (THB).
  • Due bande nere distinte sul piastrone. Il piastrone (la parte piatta del guscio a contatto con il terreno) ha due bande nere simmetriche, ben definite e longitudinali. Queste due bande nere sono continue nella Testudo Hermanni Hermanni (THH). Nella Testudo Hermanni Boettgeri (THB), invece, le macchie nere si interrompono in corrispondenza delle giunture fra le placche.
  • Le dimensioni massime. Le Testudo Hermanni hanno dimensioni medie. Le femmine delle Testudo Hermanni Hermanni possono raggiungere i 18 centimetri di lunghezza al piastrone, mentre le Testudo Hermanni Boettgeri possono superare i 25 centimetri.

– Come è fatto l’habitat della Testudo Hermanni?

In natura, le Testudo Hermanni Hermanni vivono in Italia (lungo la fascia tirrenica e adriatica, isole comprese), in Francia e in Spagna (lungo la fascia mediterranea). Le Testudo Hermanni Boettgeri, invece, vivono nell’Europa Orientale, in un areale che corre lungo la fascia costiera del Mare Adriatico (Slovenia, Croazia, Bosnia e Montenegro) per poi allargarsi all’intero territorio nazionale di Albania, Macedonia, Grecia e Bulgaria. Le foreste di querce e la macchia mediterranea rappresentano il loro ambiente ideale.

Se vuoi una tartaruga di terra, la Testudo Hermanni rappresenta un’ottima scelta, perché l’Italia offre loro un clima ideale. Ricorda però che il tuo giardino è ben lontano dal loro habitat naturale, ricco di specie esotiche e con distribuzioni totalmente diverse.

– Cosa mangia la Testudo Hermanni?

La Testudo Hermanni segue una dieta prettamente vegetariana, basata sulle erbe di campo, le foglie e i fiori delle specie autoctone. Anche se occasionalmente può mangiare lumachine ed escrementi, ti consiglio di limitarti a dare solo erbe di campo. La frutta sarebbe meglio evitarla, o comunque limitarla a 1-2 volte al mese.  Cosa mangiano le Tartarughe di Terra: La Guida Alimentare

La Testudo Graeca (Tartaruga greca)

– Come si riconosce la Testudo Graeca?

Nella forma, nei colori e nelle dimensioni, la Testudo Graeca è molto simile alla Testudo Hermanni. Diffusa in un areale enorme che va dal Marocco all’Iran, presenta tantissime sottospecie, ciascuna con le proprie caratteristiche: a differenza della Testudo Hermanni, per esempio, la Testudo Graeca ha variazioni di colori e di forme -da specie a specie- davvero notevoli. Ricorda che questa tartaruga di terra è portatrice asintomatica di virus mortali per altre specie: per questo motivo, è molto importante che non conviva nello stesso recinto delle altre Testudo.

Ecco le caratteristiche principali:

  • Tubercoli cornei. La Testudo Graeca ha due tipici tubercoli cornei accanto alle cosce, ben visibili e riconoscibili.
  • Scuto sopracaudale unito. Lo scudo che si trova sopra la coda è unico.
  • Scaglie molto grandi. Sulle zampe anteriori, la Testudo Graeca ha scaglie molto grandi e vistose.
  • Una macchia nera centrale sul piastrone. Il piastrone (la parte piatta del guscio a contatto con il terreno) ha in genere una macchia nera unica che si propaga dalla linea centrale del piastrone. La sua forma, così come la sua intensità, sono molto variabili.
  • Triangolini sugli scuti laterali. In molti esemplari di Testudo Graeca, gli scuti laterali sono divisi in due diagonalmente, formando dei triangoli. Questo carattere non è sempre presente, ma quando è visibile, potete stare sicuri che si tratta di una Testudo Graeca.
  • Le dimensioni massime. Anche le Testudo Graeca hanno gli esemplari maschi vistosamente più piccoli delle femmine. Per la grande varietà di sottospecie, è difficile parlare di una dimensione media: in genere, le femmine raggiungono una lunghezza al piastrone di 25 centimetri.

– Come è fatto l’habitat della Testudo Graeca?

Non farti ingannare dal nome: la Testudo Graeca non è greca. Nel 1756 Linneo, il padre della classificazione scientifica degli esseri viventi, scelse questo nome per indicare tutte le tartarughe di terra dell’areale mediterraneo. La Testudo Graeca comprende in realtà un areale immenso, con climi e ambienti molto differenti fra loro: ci sono le coste mediterranee dell’Africa e del Medioriente, la Turchia, l’Iran, le coste del Mar Nero e del Mar Caspio, la Georgia, l’Armenia e l’Azerbaijan.

Rischiando di semplificare un po’ troppo, possiamo dire che il suo habitat è simile alla macchia mediterranea italiana. Proprio per questo motivo la tartaruga greca può vivere bene in Italia ed è presente anche allo stato selvatico (fu introdotta nel nostro paese dall’uomo in tempi antichi).

– Cosa mangia la Testudo Graeca?

La Testudo Graeca segue un’alimentazione prettamente vegetariana, del tutto simile alla Testudo Hermanni.

La Testudo Marginata (Tartaruga sarda)

– Come si riconosce la Testudo Marginata?

La Testudo Marginata è facilmente riconoscibile: molto più grande delle altre Testudo, ha un gonnellino e può superare i 35 centimetri di lunghezza al piastrone. Spesso si tende a suddividere questa specie in tre sottospecie (Marginata, Sarda e Weissingeri) ma sembra si tratti più di caratterizzazioni geografiche che di vere e proprie differenze.

Ecco le caratteristiche principali:

  • Il gonnellino. La Testudo Marginata ha gli scuti posteriori che si allungano molto verso il basso, così da formare una sorta di gonnellino.
  • I triangoli neri sul piastrone. Il piastrone ha alcune macchie scure ben definite a forma di triangolo. Questo carattere è ben visibile già dal primo anno di vita della tartaruga, quando le altre caratteristiche sono ancora poco evidenti.
  • Una cerniera sul piastrone. La parte più bassa del piastrone (scuti anali e femorali) sono mobili, probabilmente per facilitare la deposizione delle uova.
  • La colorazione più scura. In età adulta, la Testudo Marginata tende ad assumere una colorazione bruna del carapace, più omogenea e scura rispetto alle altre specie.
  • Le dimensioni massime. Come ti dicevo, la Marginata raggiunge le dimensioni maggiori fra le Testudo e può superare i 35 centimetri di lunghezza. In questo caso, però, la differenza fra maschi e femmine è meno accentuata o del tutto assente.

– Come è fatto l’habitat della Testudo Marginata?

Originaria della Grecia, è stata introdotta dall’uomo anche in Sardegna, dove ha trovato un habitat ideale: per questo motivo, è detta anche Tartaruga Sarda. Il suo territorio è tipicamente mediterraneo, con i sottoboschi e gli arbusti tipici della macchia.

– Cosa mangia la Testudo Marginata?

La Testudo Marginata segue un’alimentazione prettamente vegetariana, del tutto simile alla Testudo Hermanni.

La Testudo Horsfieldii (Tartaruga russa o delle steppe)

– Come si riconosce la Testudo Horsfieldii?

La Testudo Horsfieldii, detta anche Tartaruga Russa o Tartaruga delle Steppe, ha una forma molto arrotondata e schiacciata. La colorazione può variare a seconda della sottospecie, ma in genere il carapace ha una colorazione marroncina o giallo-oliva con macchie nere al centro di ogni scuto. Un elemento distintivo della Tartaruga russa: è un’ottima scavatrice. Questa specie, infatti, può scavare tunnel che superano i due metri di lunghezza.

Ecco le caratteristiche principali:

  • La forma arrotondata. Vista dall’alto, la Testudo Horsfieldii sembra un cerchio. Questo carattere la distingue immediatamente dalla forma ovale della Testudo Hermanni e dalla forma rettangolare della Testudo Graeca.
  • Le quattro dita. Sia le zampe anteriori che le zampe posteriori hanno solo 4 dita.
  • Macchie nere sul piastrone. Ogni scuto del piastrone ha delle macchie nere che si estendono fino al bordo.
  • Le dimensioni massime. Del tutto simili nelle dimensioni alle Testudo Hermanni, le femmine di Testudo Horsfieldii possono di poco superare i 20 centimetri.

– Come è fatto l’habitat della Testudo Horsfieldii?

La tartaruga delle Steppe, naturalmente, ama le steppe e gli spazi brulli e sabbiosi. In natura, vive nei territori secchi e aridi dei paesi dell’Asia centrale, fra cui Iran, Russia e Afghanistan.  Vive anche in territori montani e teme moltissimo l’umidità. Se vuoi allevare una tartaruga delle steppe, dovrai fare molta attenzione alla realizzazione del suo recinto esterno, con un substrato sabbioso e ben drenante, senza manto erboso.

– Cosa mangia la Testudo Horsfieldii?

La Testudo Horsfieldii segue un’alimentazione prettamente vegetariana. Il fieno e le erbe essiccate sono importanti nella sua alimentazione, così da riprodurre al meglio ciò che troverebbe in natura.

La Testudo Kleinmanni (Tartaruga Egizia)

– Come si riconosce la Testudo Kleinmanni?

La Testudo Kleinmanni è la più piccola tartaruga di terra dell’Emisfero Nord: le femmine difficilmente superano i 13 centimetri di lunghezza del piastrone. Ha un carapace dorato, con gli scuti bordati di marrone scuro. È detta tartaruga Egizia perché tipica dell’Egitto, anche se in questo paese è ormai praticamente estinta. Ormai drammaticamente vicina all’estinzione, resiste in pochissimi esemplari fra le sabbie della Libia. È l’unica delle Testudo a non fare il letargo, ma va spesso in estivazione quando le temperature sono molto alte.

Ecco le caratteristiche principali:

  • Le piccole dimensioni. Lo abbiamo già accennato: la tartaruga egizia è piccolissima. I maschi non superano mai i 10 centimetri e le femmine sono di poco più grandi. Le piccole dimensioni sono dovute alla scarsità di cibo del loro habitat e le rendono più difficili da trovare da parte dei predatori.
  • La colorazione dorata. Per mimetizzarsi fra le sabbie libiche ed egiziane, la Testudo Kleinmanni ha un carapace di un bel giallo dorato. Gli scuti hanno un bordo più o meno spesso di colore più scuro, ma non hanno disegni al loro interno.
  • I triangoli sul piastrone. Proprio come la Testudo Marginata (la sua parente più stretta), la Tartaruga egizia ha dei triangoli ben visibili sul piastrone. Ce ne sono al massimo un paio.
  • Una cerniera sul piastrone. Anche la Testudo Egizia ha la gli scuti anali e femorali mobili e incernierati insieme.

– Come è fatto l’habitat della Testudo Kleinmanni?

Originariamente diffusa lungo le sabbiose coste mediterranee dell’Egitto e della Libia, la Testudo Kleinmanni ha visto distruggere il proprio habitat in pochi decenni. Prossima all’estinzione in Egitto, è ancora presente con pochi esemplari in Libia. Questo suo habitat estremo e molto particolare è difficilissimo da riprodurre in cattività.

– Cosa mangia la Testudo Kleinmanni?

La Testudo Keinmanni segue un’alimentazione prettamente vegetariana.

Quale specie di tartaruga di terra scegliere?

Se stai scegliendo una tartaruga di terra, oltre al tuo gusto personale, ricorda di assicurarti in anticipo di poterle garantire il giusto ambiente e le giuste attenzioni. Ad eccezione della piccola Kleinmanni, che in Europa deve vivere in un terrario, le Testudo hanno bisogno di un ampio recinto all’aperto.  Habitat Ideale per Tartarughe di Terra: i 7 elementi

Se sei alla prima esperienza, la Testudo Hermanni è una buona scelta, perché si adatta bene al nostro territorio e al nostro ambiente.

In ogni caso, studiati per bene le esigenze della specie che vorresti adottare prima di accoglierla nel tuo giardino. In questo modo, garantirai alla tua tartaruga di terra una bella vita e tu apprezzerai pienamente il suo fascino e la sua bellezza antica.

 

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alberto blitzen
ARCHITETTO

Sono un architetto e studio l’ambiente degli animali. Ho abitato fra i boschi della Francia, le sabbie del Medio Oriente, i canali di Venezia e le luci di Parigi, per poi tornare all’ovile.

L’ovile è sulle bellissime colline del lago di Garda, in mezzo a castelli, fiabe e cipressi. Da qui racconto storie e faccio disegni su gatti, cani, misteri, leggende, ricci e pipistrelli.

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