Tartaruga di Terra in letargo nel suo rifugio - Disegno Blitzen

Il Letargo delle Tartarughe di Terra: come fare

13 min read

Il letargo delle tartarughe di terra è una fase molto delicata ma se si applicano le giuste procedure, possiamo fare moltissimo per ridurre i rischi e garantire lo svolgimento di un riposo sereno. Prima di tutto, se hai una tartaruga di terra, è bene che tu sappia cos’è e come funziona il letargo.

Cos’è il letargo delle tartarughe terrestri?

La risposta delle tartarughe alle basse temperature

Il letargo è la risposta dell’organismo di alcune specie di tartarughe di terra alle basse temperature. Siccome sono animali a sangue freddo, per raggiungere la temperatura interna che consente loro di svolgere la vita di tutti i giorni, hanno bisogno di passare di continuo dal calore dei raggi solari al fresco delle zone d’ombra.

Quando però le temperature si abbassano troppo, le tartarughe terrestri non riescono più ad ottenere il calore necessario per far funzionare il loro corpo.

Il metabolismo rallentato

La natura allora ha avuto un’idea: il letargo. In pratica, quando fa troppo freddo, la tartaruga terrestre si spegne e mette il motore al minimo, riducendo quasi a zero il suo consumo energia, nell’attesa che torni la bella stagione.

Durante il letargo, la tartaruga di terra può ridurre di dieci volte la frequenza del battito cardiaco, passando da circa 34 a 3-4 battiti al minuto.

Pur non mangiando nulla, poi, la tartaruga consuma pochissimo, riducendo mediamente il suo peso, ogni mese, di circa l’1% del peso inziale.  Quando è in letargo, la tartaruga di terra è incosciente: è per questo che in natura sceglie sempre un luogo che non sia solo protetto dal freddo, ma anche dai predatori.

Quando vanno in letargo le tartarughe di terra?

Bilancia con temperatura ideale per il letargo delle Tartarughe di Terra - Disegno Blitzen

Al di sopra degli 8-10 gradi la tartaruga è sveglia

Ricorda che la tartaruga non sceglie di andare in letargo: il suo organismo, infatti, si disattiva automaticamente quando la temperatura scende sotto i 10 gradi centigradi.

La temperatura ideale per il letargo è compresa fra i 4°C e gli 8°C.

Al di sotto dei 2 gradi la tartaruga rischia il congelamento

Temperature più basse possono portare al congelamento, con danni gravi e morte, mentre un innalzamento sopra i 10 gradi farà svegliare la tua tartaruga dal letargo.

Queste temperature non sono quelle registrate nell’ambiente esterno, ma si riferiscono al microclima all’interno del rifugio. È per questo che io consiglio sempre di mettere un termo-igrometro all’interno dello spazio del letargo, quando possibile.

Come avviene il letargo delle tartarughe?

La fase fondamentale dell’inappetenza

Con l’arrivo dell’autunno e l’abbassarsi delle temperature, la tua tartaruga di terra ha meno appetito ed è meno dinamica. La voglia di mangiare si riduce via via sempre di più, fino a sparire completamente. Prima di cadere in letargo, quindi, la tartaruga passerà circa 4 settimane di digiuno totale.

Continuerà invece a bere, stimolando così il completo svuotamento dell’intestino. Perché? Perché la presenza di cibo nell’apparato digerente, fermentando mentre la tua tartaruga è in letargo, la ucciderebbe o danneggerebbe in modo molto serio.

La fase del pre-letargo (torpore)

Ricorda però che non servirà a nulla forzarla a bere o farle il bagno (auspicabile invece al risveglio dal letargo): semplicemente, non allarmarti se beve prima del letargo.

Verso la fine di questa fase, quando ormai la temperatura è molto bassa, la tartaruga lasciata libera all’esterno si sceglie un angolino ben riparato dai predatori, lontano dai ristagni d’acqua.

A questo punto, sotto lo strato di foglie depositatosi con l’autunno, la tartaruga di terra si accomoda al riparo e -in alcuni casi ma non sempre- scava una buca sotto terra e lì si addormenta, nell’attesa della primavera.

Qual è l’errore più comune sul letargo?

La triste sorte delle tartarughe tenute in casa senza un terrario adeguato

L’errore più diffuso nei mesi invernali è il mantenimento della povera tartaruga di terra in una condizione intermedia fra il letargo e la veglia. La tua tartaruga terrestre, infatti, ha bisogno del caldo per poter vivere normalmente: le temperature intermedie di autunno e dei primi mesi di primavera, insomma, vanno bene solo perché sono periodi di transizione, molto limitati nel tempo.

Alcune persone, purtroppo, scelgono di tenere le tartarughe terrestri in casa nei mesi invernali senza alcun accorgimento, pensando che i 22 gradi del nostro salotto siano sicuramente meglio del gelo esterno. Questo comportamento è molto pericoloso.

Una sofferenza debilitante

Così facendo, però, condanniamo la nostra tartaruga di terra ad un vero e proprio inferno prolungato: il suo organismo non può spegnersi e cadere in letargo, perché ci sono più di 10 gradi, ma non può nemmeno svolgere normalmente le sue funzioni vitali, perché non ci sono le temperature fra i 24 e i 32 gradi che consentono loro di vivere tranquillamente.

La tartaruga di terra, quindi, rimane in uno stato di sonnolenza, consumando drasticamente le sue riserve e debilitandosi. Allo stesso modo, la mancanza di luce solare peggiorerà ulteriormente la situazione.

All’interno di questo articolo, accenneremo brevemente ai requisiti di un terrario interno per le tartarughe di terra che non possono affrontare il letargo, ma ricorda di non tenerle mai in casa senza gli opportuni accorgimenti, perché questo vorrebbe dire condannarle a una notevole sofferenza e a una pericolosissima debilitazione.

AMI LE TARTARUGHE DI TERRA?

Iscriviti alla TARTA- NEWSLETTER

IN OMAGGIO – Esclusiva Guida Gratuita ‘Tarta-Casa’ Blitzen

ISCRIVITI e RICEVI LA GUIDA GRATUITA

*Rispettiamo la Tua Privacy e siamo conformi al nuovo Decreto Europeo GDPR per la Tutela dei Dati Privati

Letargo delle Tartarughe di Terra: Sì o No

Gli esemplari sani devono fare il letargo

Le tartarughe di terra che in natura cadono normalmente il letargo dovrebbero avere la stessa possibilità anche quando sono in cattività. I naturali ritmi del letargo, infatti, influiscono positivamente sulla vita, la fertilità e la crescita delle tartarughe terrestri.

Questo aspetto non vale solo per le tartarughe di terra adulte, ma anche per le tartarughine molto giovani. Saltare il letargo, del resto, comporta una crescita troppo veloce e molti esperti sostengono che possa addirittura provocare malformazioni notevoli.

Va detto, per completezza, che questo è un tema molto dibattuto ed è normale imbattersi in chi consiglia di non fare affrontare il letargo nei primi anni di vita della tartaruga di terra.

La maggior parte degli esperti, però, è concorde nel dire che tutte le tartarughe sane dovrebbero andare in letargo, indipendentemente dall’età.

Quando saltare il letargo

Ci sono casi in cui la tartaruga di terra NON può affrontare il letargo. Eccoli qui:

  • La tartaruga non ha rispettato il digiuno. Se la tua testudo, per qualsiasi ragione, non ha smesso di mangiare completamente per almeno 2-3 settimane, non è pronta per il letargo. La presenza di cibo nell’apparato digerente, infatti, fermentando, potrebbe ucciderla. Ricorda che maggiore è il peso della tartaruga, maggiore sarà il periodo di inappetenza della tartaruga: se per la piccola tartaruga russa possono essere sufficienti 3 settimane per svuotare l’intestino, la grande Marginata avrà bisogno di almeno un mese per un digiuno in tutta sicurezza. La tartaruga saprà autoregolarsi, ma evita di somministrare cibi molto appetitosi durante il periodo autunnale. A ridosso del letargo, poi, non somministrare nulla.
  • La tartaruga è sottopeso. Se la tua testudo è troppo magra e non ha un buon peso-forma, non avrà le scorte di grasso necessarie per superare serenamente il letargo. Per quanto riguarda le Testudo Hermanni Hermanni adulte, si può avere un’idea indicativa del peso-forma della tua tartaruga applicando la formula suggerita dalla Scala di Jackson: (peso (g)/lunghezza (cm)3 Se il risultato è compreso fra 0,19 e 0,23 la tartaruga è in una condizione ottimale; se invece il rapporto è inferiore a 0,18, il tuo esemplare è sottopeso ed è bene che non affronti il letargo. Ricorda, però, che si tratta di una stima indicativa: se non hai la giusta esperienza è sempre meglio chiedere il parere di un veterinario. Per un approfondimento sulla scala di Jackson, puoi leggere l’ottimo articolo di Tartapedia
  • La tartaruga è ferita. Se ci sono ferite non ancora guarite, queste potrebbero fare infezione durante il letargo.
  • La tartaruga è malata o debilitata. Se alla tua tartaruga sono diagnosticate malattie di vario genere, è meglio non farle affrontare il letargo, perché potrebbe esserle fatale.
  • La tartaruga appartiene ad una specie esotica che non fa letargo. Ricorda che non tutte le specie possono affrontare il letargo. Le specie esotiche americane e africane, per esempio, rimangono vigili tutto l’anno, perché provengono da climi che rimangono miti in ogni stagione. Le tartarughe di terra del genere Testudo (Hermanni, Graeca, Horsfieldi, Marginata) affrontano normalmente il letargo, con l’eccezione della ormai rara Testudo Kleinemanni, o tartaruga egizia.

Se la tua tartaruga non può affrontare il letargo, dovrà passare l’inverno in un terrario interno di opportune dimensioni, con la lampada riscaldante, la lampada UV, un substrato di terra, un rifugio e tutti quegli espedienti che possano imitare il più possibile il suo Habitat Naturale.

La visita medica pre-letargo delle tartarughe di terra

Una sana abitudine

Il modo migliore per sapere con sicurezza se la tua tartaruga di terra può affrontare il letargo? Una bella visita veterinaria.

Un controllo completo annuale, infatti, è sicuramente una buona abitudine e il periodo migliore da scegliere è sicuramente l’autunno. Il veterinario, in questo modo, potrà verificare se il peso del tuo esemplare è appropriato e potrà assicurarsi che non ci siano malattie, parassiti, ferite o debilitazioni.

Il veterinario e l’ok al letargo

Dopo questo controllo generale, il medico ti darà il via libera per il letargo e ti indicherà cosa fare. Ricorda che nessun sito e nessun libro potranno raggiungere l’efficacia della visita di un veterinario specializzato in rettili.

Letargo Tartarughe di Terra: all’APERTO

Quando scegliere il letargo all’aperto

Le testuggini mediterranee hanno popolato l’Italia per millenni, lungo la fascia adriatica e tirrenica. Se hai la fortuna di vivere in queste aree, puoi tranquillamente optare per un letargo all’aperto, proprio come avverrebbe in natura.

Le tue tartarughe, infatti, saranno immerse nel clima del loro habitat naturale e il tuo territorio offrirà loro il giusto grado di umidità e di temperatura.

Altre zone d’Italia, come la Pianura Padana, non hanno tartarughe allo stato selvatico, ma consentono comunque il letargo all’aperto.

Per aumentare la sicurezza e l’isolamento del luogo, è possibile sistemare una casetta per tartarughe di terra con tetto ispezionabile (TORTUGA) e un materiale isolante come il compensato marino (Avanzi 2011) o il tufo, ben riempito di paglia e foglie. In alternativa, molti allevatori mettono solamente cumuli di paglia e foglie.

Pro e contro del letargo all’aperto

PRO. Il letargo all’aperto riduce notevolmente gli errori umani tipici degli altri metodi, perché sarà la tartaruga di terra ad interrarsi in un luogo consono o a mettersi al riparo sotto un cespuglio, nel momento più opportuno. Mettendosi sotto uno strato di terra, infatti, la tartaruga di terra si mette al riparo dalle gelate ed è meno visibile ai predatori.

Ricorda che il suo habitat naturale è rappresentato dalle foreste di querce che d’autunno lasciano cadere le loro foglie; uno spesso strato di foglie di quercia sopra alla tartaruga interrata, quindi, è sicuramente una buona pratica, insieme a paglia e fieno, che però possono ammuffire.

CONTRO. Il rischio maggiore del letargo all’aperto è rappresentato dai ratti e dai topi. Se raggiunte da questi predatori, le tartarughe terrestri vengono rosicchiate e mangiate fino ad essere mutilate e uccise. All’esterno, è più difficile circondare il tuo esemplare da reti metalliche o barriere, ma se possibile cerca di chiudere eventuali fessure o passaggi.

Un secondo rischio è legato alle variazioni di temperatura: gelate particolarmente dure potrebbero fare male. Per questo motivo, è consigliabile mettere in prossimità della tartaruga una sonda con termo-igrometro, così da essere sempre a conoscenza della situazione.

Letargo Tartarughe di Terra: al CHIUSO (controllato)

La scelta del luogo: cantine e luoghi a temperatura costante

Questo metodo prevede che la tartaruga di terra venga messa all’interno di un contenitore appositamente preparato, per poi passare l’inverno in un ambiente non riscaldato a temperatura costante, come una rimessa, un granaio o una cantina.

Questi spazi non devono avere forti sbalzi ed è importante verificare sempre che la temperatura non scenda mai sotto i 2°C né superi i 10°C.

A questo proposito, consiglio di fare attenzione soprattutto ai granai e alle soffitte, perché a differenza delle cantine, nelle giornate di sole, possono raggiungere velocemente temperature piuttosto alte, svegliando la tartaruga di terra dal letargo.

Il metodo della doppia scatola

La maggior parte degli esperti consiglia di mettere la tartaruga di terra in una doppia scatola. La prima scatola, in legno, polistirolo o cartone, può essere riempita con materiale isolante come paglia e foglie secche.

Personalmente consiglio una scatola in legno o polistirolo, riempita per 15-20 centimetri con terriccio misto a torba di sfagno come substrato, con la tartaruga ulteriormente ricoperta con foglie e paglia. Accanto alla tartaruga, è importante mettere una sonda con il termo-igrometro.

Questa prima scatola viene messa in una scatola più grande, in legno o polistirolo, con buchi laterali per l’areazione, ulteriormente riempita su tutte le superfici con materiale.

La scatola più grande deve essere ben chiusa, così da impedire l’accesso ai piccoli roditori. Siccome la tartaruga di terra si muove e scava ulteriormente durante il letargo, questo espediente serve per evitare che vada direttamente a contatto con le pareti esterne.

I controlli periodici

Ricorda che la tartaruga di terra avrà bisogno di controlli frequenti, per verificare che tutto vada bene e che non stia perdendo un peso eccessivo. Contrariamente a quanto spesso si dice, infatti, la tartaruga di terra in letargo può essere maneggiata con sicurezza, senza il pericolo che questa si svegli.

È però importante che le ispezioni avvengano sempre nel luogo del letargo, facendo attenzione a non immettere mai la tartaruga di terra in un ambiente con più di 10°C.

Pro e contro del letargo controllato

PRO. Questo sistema consente una protezione altissima dai ratti e dai topi e, se fatto nel giusto ambiente, permette una buona stabilità termica, senza pericolose oscillazioni o gelate. Il letargo controllato, inoltre, facilita le ispezioni alla tartaruga di terra.

CONTRO. La buona riuscita di questo metodo è totalmente legata all’accuratezza del proprietario e spesso l’errore umano risulta fatale. Il rischio più grande (e frequente) è l’eccessiva temperatura: ricorda sempre che sopra i 10°C la tua tartaruga di terra si sveglierà e comincerà a consumare le sue scorte a gran velocità.

Per questo motivo, è consigliatissima la presenza di un sondino o di un termo-igrometro accanto alla tartaruga, per un monitoraggio costante che potrebbe salvarle la vita.

Letargo Tartarughe di Terra: in FRIGORIFERO

Tartaruga di terra in letargo in un frigorifero - Disegno Blitzen

Un metodo strano ma interessante

Un terzo metodo è il letargo in frigorifero. Si tratta di un metodo molto utilizzato nei paesi freddi, in cui sarebbe impossibile un letargo all’aperto: se ben impostato e monitorato, è un metodo molto efficace e sicuro.

Come fare? Uno dei massimi esperti di tartarughe di terra, Andrew Highfield (2013), consiglia di mettere la tartaruga all’interno di una scatola in materiale plastico, con un consistente substrato di torba e terriccio, così da creare una massa che aiuti a stabilizzare meglio la temperatura ed evitare il contatto diretto con le superfici del frigorifero contenenti le sostanze refrigeranti.

Gli accorgimenti per il letargo in frigorifero

Allo stesso tempo, Highfield consiglia:

  • Bottiglie d’acqua negli spazi vuoti, per aumentare l’inerzia termica;
  • Termo-igrometro accanto alla tartaruga, per un monitoraggio costante;
  • No freezer. Utilizzo di un frigorifero senza la sezione interna del congelatore (freezer);
  • Ricambio aria. Breve apertura del frigorifero ogni due giorni per il ricambio dell’aria.

Pro e contro del letargo in frigorifero

PRO. Secondo lo stesso Andrew Highfield, da cui ho tratto le informazioni riportate, è il metodo più performante per un letargo sicuro, con temperatura costante e protezione dai predatori.

Essendo il frigorifero un ambiente a temperatura costante, consente alla tartaruga di terra un riposo sereno e ben monitorato. Per un approfondimento, clicca qui per gli articoli di Highfield.

CONTRO. Se all’interno del frigorifero, per qualche ragione, la temperatura si abbassa al di sotto dei 2°C, la tartaruga andrà incontro a gravi problemi e alla morte. A differenza del letargo all’esterno, infatti, la temperatura dell’ambiente coinciderà immediatamente con la temperatura stessa della tartaruga, con terribili conseguenze. Se ci si scorda di arieggiare il frigorifero periodicamente, inoltre, l’ossigeno potrebbe terminare.

A mio parere, chi ha la fortuna di vivere nelle aree tipiche delle Testudo mediterranee, dovrebbe preferire un letargo naturale all’aperto, meno soggetto ai danni che può fare l’errore umano.

EXTRA – Controlli frequenti e interruzione del letargo delle Tartarughe di Terra

Quando fare i controlli

Ricorda che è importante un monitoraggio costante delle tartarughe di terra in letargo, specie quando fai un letargo controllato.

La sonda con il termo-igrometro ti permetterà di assicurarti sempre che le temperature rimangano fra i 4 e gli 8°C. Durante questi controlli, puoi pesare la tua tartaruga di terra: normalmente, dovrebbe perdere circa l’1% ogni mese, rispetto al suo peso iniziale.

Quando interrompere il letargo

Se durante le ispezioni noti che la tua tartaruga di terra ha urinato, è a rischio di disidratazione e va gradualmente portata a temperature superiori ai 10°C, così da essere svegliata e messa in un terrario per il resto dell’inverno.

Allo stesso modo, se noti anomalie e stati di sofferenza, potrai avvisare il veterinario e intervenire.

EXTRA 2 – dopo il letargo delle Tartarughe di Terra

Passato felicemente il letargo, la tua tartaruga di terra è pronta a riprendere le sue normali attività. Alcuni consigliano, quando questa si sveglia, farle fare un bagno in acqua, così che possa bere e reidratarsi. Questo tema è molto dibattuto: altri esperti consigliano di non immergere le tartarughe in acqua, evitando qualsiasi tipo d’intervento invasivo.

Anche in questa fase, se noti delle anomalie, è importante una visita tempestiva dal veterinario.

Con la primavera e l’alzarsi delle temperature, la tua Testudo potrà tornare all’aperto, mangiare erbe di campo, foglie, fiori, riscaldarsi al sole e passare serenamente la bella stagione.

Illustrazioni di Andrea Golinotti e Alberto Blitzen.

 

ENTRA a far parte del nostro GRUPPO Facebook sulle TARTARUGHE DI TERRA

Guide Esclusive e Consigli di Esperti
Notifica delle pubblicazioni del nostro Super-Blog

Ti potrebbe interessare:

alberto blitzen
ARCHITETTO

Sono un architetto e studio l’ambiente degli animali. Ho abitato fra i boschi della Francia, le sabbie del Medio Oriente, i canali di Venezia e le luci di Parigi, per poi tornare all’ovile.

L’ovile è sulle bellissime colline del lago di Garda, in mezzo a castelli, fiabe e cipressi. Da qui racconto storie e faccio disegni su gatti, cani, misteri, leggende, ricci e pipistrelli.

32 pensieri su “Il Letargo delle Tartarughe di Terra: come fare

  1. Avatar
    Elena Calace dice:

    buongiorno , sono Elena da Savona , vorrei sapere cosa poter dare da mangiare ,prima del letargo alla mia tarty. ..ha circa quarant anni . mi sembra che abbia le gambine un po vuote , non belle cicce come gli anni scorsi.ringrazio anticipatamente per la vostra cortesia

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Buongiorno Elena. Non ci sono cibi particolari da dare in quella fase. Se la tartaruga è effettivamente sottopeso, potrebbe essere utile fare una visita veterinaria pre-letargo. Se la tartaruga non avrà abbastanza riserve per affrontare il letargo, il medico potrebbe consigliare di farglielo saltare. Si tratta di un’eventualità remota, non della prassi. Un caro saluto e a presto.

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Ciao Ivan. Ti consiglio di rivolgerti ad allevatori specializzati, o presso negozi di animali esotici. Ricorda che le tartarughe sono animali protetti; sarà quindi necessario che il venditore ti dia anche i documenti necessari, obbligatori per legge. Un caro saluto.

  2. Avatar
    Alessandra dice:

    Ciao a tutti sono Alessandra, ho tre thb di un anno e mezzo prese da poco, sono preoccupata per il letargo, io vivo in provincia di Torino faranno letargo in giardino, qui da noi soprattutto negli ultimi inverni le temperature sono molto in costanti, magari ci sono notti in cui scende sotto i – 5gradi e dei giorni di pieno sole dove al pomeriggio magari possono esserci anche 10 gradi (lo scorso inverno è successo), ok che la temperatura sotto terra in più con foglie di quercia sopra sarà diversa, ma non è comunque pericolosonel primo caso perché sia troppo bassa e riportino gravi danni e nel secondo caso che si sveglino dal letargo?

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Ciao Alessandra. Sicuramente il rischio c’è, ma in genere nel Nord Italia le Testudo si interrano, minimizzando gli effetti degli sbalzi di temperatura. Il pericolo non dipende direttamente dalla temperatura esterna, ma dalla temperatura nel rifugio della tartaruga. Spesso c’è una differenza di parecchi gradi fra la temperatura in superficie e la temperatura sotto terra. Da alcune rivelazioni si nota che anche quando le temperature esterne crollano a -15 *C, a 25 centimetri di profondità la temperatura rilevata non va al di sotto dei 2 gradi C. Un saluto e a presto.

  3. Avatar
    ZGiuse dice:

    Salve, ho 2 tartarughe di 3 e 2 anni, vivendo al centro Italia non so quando posso mandarle in letargo e di conseguenza organizzarmi per dove metterle.
    Grazie in anticipo.

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Salve! Il Centro Italia ha un ambiente perfetto per le tartarughe delle specie più comuni nel nostro paese. Se si tratta di Testudo Hermanni, per esempio, all’abbassarsi delle temperature andranno incontro a inappetenza e diventeranno meno attive. Entreranno in letargo quando la temperatura sarà al di sotto degli 8-10°. Nel centro Italia io consiglierei il letargo naturale, svolto in giardino. Un saluto e a presto.

  4. Avatar
    Ribba dice:

    Buongiorno,

    dopo essere uscita dal letargo la mia tartaruga ha iniziato a cibarsi normalmente e regolarmente. La stranezza è che tutt’ ora con temperature ormai estive, quando sono le quattro del pomeriggio nonostante ci sia sole e caldo si ritira nel rifugio utilizzato durante l’ inverno per il letargo. Rifugio nel quale ho lasciato la paglia e la terra e che quindi mantiene ancora la forma della tana che si era creata in autunno.
    E’ normale che si ritiri così presto ogni giorno?

  5. Avatar
    Siriana Vassallo dice:

    Salve a tutti ho 5 tartarughe su terra….vivo in Sicilia e da ben dieci anni lascio le mie tartarughe in giardino e fare il naturale decorso del letargo autonomamente
    Ma ancora oggi al 5 giugno! Per la prima volta nessuna tartaruga è uscita dal letargo!
    È possibile Che proprio a causa delle temperature bissare di quest’anno e del fatto che siano andate in letargo tardissimo…questo possa influire sul loro altrettanto tardo risveglio ???
    Grazie mille a chi mi risponderà

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Ciao Siriana. Sicuramente hai proceduto correttamente, negli anni, a permettere il letargo naturale; la Sicilia, del resto, è una bellissima regione non solo per noi umani ma anche per le tartarughe, con un clima perfetto. Purtroppo non è affatto normale che a giugno le tartarughe non si siano ancora fatte vedere, perché avrebbero dovuto essere uscite da un pezzo. Il fatto che siano andate tardi in letargo non influisce sul risveglio, che dipende essenzialmente dalle temperature (al di sopra degli 8-10 gradi c’è il risveglio). Potrebbero essere state trovate e attaccate da qualche predatore o aver avuto altri problemi. Spero che tutto si risolva. Un caro saluto e a presto.

  6. Avatar
    Francesca dice:

    Ciao a tutti! Ho 6 tartarughe di terra! Da cinque giorni sono uscite dal letargo tutte tranne una femmina. Sono un po’ preoccupata non so se ho fatto bene ma l’ho portata in casa aspettando che si svegli! Si muove molto lentamente ha la testa dentro il carapace e gli occhini chiusi. Devo aspettare o meglio intervenire in fretta con un veterinario? Non vedo ferite vecchie o nuove.

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Ciao Francesca. Sono felice che le tue tartarughe siano uscite dal letargo. A volte alcuni esemplari escono dal rifugio più tardi di altri, ma portare in casa l’esemplare inattivo non è una buona idea. Sicuramente, se hai il dubbio che l’inattività sia dovuta a problemi di salute, il consulto di un veterinario specializzato è la scelta migliore. In via preliminare, telefonicamente, potresti rispondere alle domande del medico che saprà valutare se sia necessaria una visita.Tienici aggiornati. Un caro saluto.

  7. Avatar
    Katiuscia dice:

    Buon giorno, la mia tarta si e svegliata dal letargo la prima settimana tutto ok fatto bagno in acqua tiepida a vista non aveva nulla… dopo una settimana si è gonfiata una zampa portata dal veterinario dice che durante il letargo è stata morsa da un topo si vedono i segni… mi ha dato antibiotici e bagni di betadine… dopo 15gg si è sgonfiata tantissimo solo ancora gonfia…
    Volevo sapere se si può fare qualcosa x migliorare??
    Mangia e si muove…ora è in casa su consiglio del veterinario.

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      CIao Katiuscia. Mi spiace molto per quello che è successo. Penso che tu abbia operato perfettamente, portandola subito dal veterinario e seguendo le sue prescrizioni. Altri prodotti o rimedi potrebbero contrastare con la terapia del medico, che rappresenta sempre la via migliore da seguire. Vedrai che presto la tartaruga starà meglio. Se invece dovesse avere un peggioramento, il veterinario saprà integrare la terapia che ha impostato. Augurando alla tua tartaruga una buona guarigione, ti mando un saluto. Tienici aggiornati! A presto!

      • Avatar
        Katiuscia dice:

        Ok vi aggiornerò.
        Portata al controllo migliorata tantissimo.
        Si continua con antinfiammatorio impacchi di acqua e sale e ginnastica ?… rimessa nel suo giardino… saluti ?

  8. Avatar
    Isabel dice:

    Buon giorno, mi chiamo Isabel.
    Ho 4 testudo Hermanni Hermanni, hanno fatto il letargo controllato dentro a due scatole ricoperte di paglia e terra, come descritto nell’articolo sopra. La temperatura è rimasta costante, adesso inizia a superare i 10 gradi, e solo una tartaruga ha iniziato a svegliarsi. Come mi devo comportare? Devo metterle a disposizione acqua e cibo?

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Buongiorno Isabel. Se la temperatura esterna inizia ad essere stabilmente al di sopra dei 15-20 gradi, puoi risistemarle nel loro recinto. In genere in natura il salto di temperatura è piuttosto brusco (cfr. Avanzi) e con la temperatura più alta riprenderanno la loro attività. Molti esperti e veterinari consigliano, al risveglio, dei bagni in acqua tiepida, perché si reidratino. Anche il cibo può essere dato, perché è improbabile – con aprile alle porte- che ritornino in letargo. Un caro saluto e a presto.

  9. Avatar
    Il dice:

    Salve a tutti, ho una tartarughina di terra ed ha un anno circa, a fine ottobre quando sono iniziate le piogge, l’ho portata dentro casa in un contenitore di plastica con della terra, all’inizio mangiava, poi pian piano non ha mangiato per un bel po’ addormentandosi anche se non sotto terra.
    Oggi però si è svegliata ed è subito andata a bere?
    Come posso fare? Non succede nulla se non va in letargo? Devo riportarla all’esteeno?
    Sono preoccupata..

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Salve! La pioggia non interferisce con il letargo delle tartarughe, che in genere scelgono luoghi ben drenati per l’inverno. Come spiego nell’articolo qui sopra, un letargo in casa con temperature al di sopra degli 8 gradi può danneggiare l’esemplare. Questo non può svegliarsi se le temperature superano gli 8/10 gradi. Sarebbe quindi molto importante, se si sceglie il letargo controllato (in box di legno, per esempio) di mantenerla in un luogo a temperatura costante fra i 4 e gli 8 gradi. Far saltare il letargo quando non è necessario per motivi di salute non è consigliabile, ma se la tartaruga è tenuta sveglia, è importante predisporre un terrario con lampada riscaldante e lampada UVB. Quello che posso consigliare per l’anno prossimo, se sei in zone temperate (sud e centro Italia) è un letargo all’aperto. Anche al Nord il letargo all’aperto è ottimo, ma puoi integrare la copertura con cumuli di paglia o foglie all’abbassarsi delle temperature. Spero di essere stato d’aiuto.

  10. Avatar
    Elisa dice:

    Salve la mia tartaruga non si e’interrata e’in letargo controllato in una cassetta con terra e fieno e questa mattina l’ho sentita muovere.l’ho controllata ed era sveglia…e non ha perso peso pero’ho notato che gli occhi hanno un po’di ristagno nell’angolo interno e’normale?o devo sospendere il letargo?se qualcuno sa dirmi qualcosa..grazie.

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Buongiorno Elisa. Se la tartaruga è in letargo controllato, è importante assicurarsi che la temperatura sia costantemente compresa fra i 3 e gli 8 gradi. A temperature più basse dei 2°C, infatti, c’è il rischio di danni permanenti e a temperature più alte di 9-10°C la tartaruga interrompe il letargo. Se la tartaruga è sveglia, quindi, è probabile che la temperatura sia troppo alta. Quanto descritto all’occhio -se ho ben interpretato- è normale, ma se noti gonfiore può essere importante una visita da veterinario specializzato. Un caro saluto e a presto.

  11. Avatar
    MARCELLO dice:

    Buona sera , le mie tartarughe sono ancora in uno stato confusionale qui al sud….la mattina escono 2 minuti e ritornano nella loro casetta, ma non mangiano…..come potrei aiutarle? Le altre già in letargo le ho coperte con i o strato di paglia in modo da isolarle dal mondo esterno…..

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Caro Marcello, per ora ti consiglierei di non intervenire, perché con temperature massime di 14° (temperatura massima di oggi a Napoli) è normale la situazione che descrivi. Se le temperature non scendono al di sotto dei 10°C, infatti, le tue tartarughe non potranno andare in letargo e rimarranno – come ben descirivi- in una sorta di stato confusionale. Anche se si tratta di un anno decisamente anomalo per quanto riguarda le temperature, ti sconsiglierei per ora di intervenire: le tartarughe mediterranee che hanno la fortuna di vivere al Sud, infatti, passano periodi molto più ridotti di letargo rispetto agli esemplari che vivono al nord, ma questo non è affatto un male. Non forzarla in nessun modo a mangiare, perché questo la metterebbe in pericolo.
      Un unico accorgimento può essere il monitoraggio del peso, perché se perdono troppa massa potrebbero essere troppo debilitate per affrontare il letargo che arriverà.
      Riepilogando, per il momento non ci sono particolari accorgimenti da prendere, ma è bene tenerle ben osservate. Ovviamente, se si notano problemi di salute durante questi mesi delicati (es. eccessiva magrezza) sarà sempre bene consultare un veterinario specializzato.
      Spero in qualche modo di essere stato d’aiuto.
      Un caro saluto e buone feste.

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Ciao Katiuscia. Quest’anno più di altri il tempo è stato molto anomalo e può aver portato ad un diverso comportamento della tua tartaruga. Se si trova il letargo da qualche giorno a dicembre inoltrato è probabile che tu viva al sud o in un’area costiera a clima molto mite, privo di inverni rigidi. Come accorgimento, quello che puoi fare è coprirla con uno spesso cumulo di foglie o di paglia, così da proteggerla anche se non si è interrata. Non coprirla di terra in alcun modo, perché potresti danneggiarla. Un caro saluto e a presto!

      • Avatar
        Katiuscia dice:

        Ciao grazie delle risposta.
        Abito in provincia di Torino inverni rigidi.
        Le ho messo paglia.. nailon spesso sul tetto dove dorme…
        Ma ho paura che patisca il freddo.

        • Alberto Blitzen
          Alberto Blitzen dice:

          Ciao Katiuscia. E’ un piacere. Mettendo molta paglia o foglie, dovrebbe essere al sicuro. Per sicurezza, come suggerisco nell’articolo qui sopra, consiglio sempre di mettere un buon termometro, così da poter intervenire in caso d’emergenza. Un caro saluto.

  12. Avatar
    Federica dice:

    Buonasera,
    Sono nuova nel blog, quindi chiedo da scusa per i miei possibili errori, ho una Testudo Horsfieldi che non è ancora in letargo nonostante la temperatura sia ormai scesa sotto i 10 gradi. Potete aiutarmi? Cosa devo fare?

    • Alberto Blitzen
      Alberto Blitzen dice:

      Buonasera Federica e benvenuta.
      Non preoccuparti per eventuali errori: scrivi sempre liberamente. Sarà un piacere risponderti sempre.
      E’ nomale che la tua Horsfieldii non sia ancora in letargo: a 8-10 gradi Celsius, infatti, la tartaruga si risveglia e si mantiene in una fase di torpore. Anche se le sue attività saranno estremamente limitate o nulle, sarà quindi decisamente sveglia.
      Ricorda, inoltre, che il riferimento non è la temperatura esterna, ma la temperatura della microzona in cui è la tartaruga. Per farti un esempio, una temperatura esterna di 10°C nella mia area (colline del Garda) corrisponde a 15°C nel rifugio della tartaruga, sotto alle foglie, a contatto con il terreno. Nonostante la temperatura esterna di 10°, quindi, la tartaruga sarà ancora ben sveglia, perché la temperatura della sua piccola area sarà leggermente più alta.
      Per questo motivo, per un monitoraggio completo, consiglio nell’articolo di sistemare un termometro a sonda nella microarea in cui la tartaruga passerà il letargo.
      Un caro saluto e a presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.